Mussolini Apocalypse Now

In risposta ad un post dove si sosteneva che Mussolini avesse modernizzato l’Italia e compiuto grandi opere sociali. Critica all’idea, soprattutto diffusa tra molti anziani, che dopotutto egli avesse fatto molte ‘cose buone’.

Non faccio sconti al dittatore di Predappio, nemmeno tenendo conto di quegli interventi considerati come ‘le cose buone di Mussolini’, soprattutto dai più anziani. Quest’uomo ha consegnato il paese allo stallo culturale, sociale e materiale più grave dai tempi del Medioevo. Quale limitata visione può indurre ad elogiarlo come il modernizzatore del paese? Alcuni gli riconoscono il merito di aver dato un’ossatura robusta al paese e di avere infuso un forte spirito patriottico attraverso una fitta infrastrutturazione: sono ancora celebri i suoi viali trionfali, i suoi stadi, gli istituti di ogni sorta… Ma se l’esito del suo operato fu quello di gettare l’Italia nel baratro dell’inciviltà, della disgregazione sociale e del fallimento economico, unicamente per avidità di potere e brama imperialistica, quale patriottismo risiede in tutto questo?

Oggi l’opposizione al Fascismo, che molti fanno risalire ad una formazione scolastica post-bellica antifascista, partigiana e di sinistra, deriva invece da dei dati di fatto che l’analisi storica ci consente di osservare. Mussolini fu uno statista brillante e astuto, probabilmente all’avanguardia rispetto al Parlamento del suo tempo perché seppe interpretare lo spirito dell’epoca, e questa è una dote rara. Seppe persino sfruttare la vulnerabilità dell’ignoranza. Seppe circondarsi di un establishment inerte che lo venerava come un dio. Ma il suo limite fu il suo istinto, la sua ossessione per il potere. Se (in termini biologici) la sua componente razionale fu raffinata, quella creativa fu barbara e malata: una sorta di colonnello Kurtz degli anni trenta, arroccato nel suo rifugio di Piazza Venezia, da cui dettava legge agli abitanti di quella giungla selvaggia che era l’Italia. (Tra l’altro Marlon Brando, nel ruolo del maligno intelligente, è stato trasformato in modo tremendamente rassomigliante a Mussolini. Sarà stato per scelta o per caso?). Mentre gli Stati Uniti istruivano la cività del XX secolo, il duce concepiva piani di conquista dal sapore antico. Mentre a New York si celebrava la costruzione dell’Empire State building – simbolo di innoviazione tecnologica, del sogno americano e di un Impero del Benessere al quale tutti potevano ambire solo mettendosi in gioco – Mussolini cercava di riportare in vita l’Impero Romano, arricchendo le città di iconografie e architetture stucchevoli, altezzose e sterili e relegando le masse ad una sudditanza passiva. Insomma, due forme di civiltà agli antipodi.

Molti Italiani poveri e prevalentemente analfabeti, si sono lasciati ammaliare da questo abile ammaestratore di folle, carismatico e generoso, che diceva di ispirarsi alla grandezza di Roma antica, mentre invece si perdeva nella piccolezza della cupidigia. Mussolini era davvero un ‘piccolo uomo’ che ha messo in ginocchio il paese in quegli stessi anni in cui l’Occidente viveva un’importantissima rivoluzione industriale e sociale. Questo (e molto altro) non è possibile perdonarglielo.

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