2012, l’anno dello spread

anni duemila

2001, le Torri Gemelle. 2002, l’Euro. 2003, l’Iraq. 2004, lo tsunami. 2005, Wojtyla. 2006, la Coppa del mondo. 2007, Nassirya. 2008, la crisi. 2009, l’Abruzzo. 2010, Eyjafjallajökull. 2011, il 150°.

Gli anni 00 del Terzo millennio cominciano con gli attacchi all’Occidente. Torri che si sciolgono come burro. L’invasione del deserto. Poi le prime ritirate, e l’entrata in azione dei disastri ambientali. Tsunami. Katrina. Il vulcano che-non-deve-essere-nominato. I terremoti di Haiti e dell’Aquila. (Circa mezzo milione i morti). I media che intessono romanzi noir con gli omicidi tra vicini e familiari. Novi Ligure il primo set. Poi Cogne, Gravina, Erba, Garlasco, Perugia, Avetrana, Brembate di Sopra. Cittadine spesso sconosciute. Muoiono il capo della Chiesa, il leader dei palestinesi e il Re del Pop. Il cinema risucchia chiunque con ‘Il Signore degli Anelli’, ‘Harry Potter’ e ‘Avatar’. Una nostra macchina fotografica raggiunge Marte. iPod e iPhone segnano apogeo e fine di Steve Jobs. Wikipedia, coi suoi 17 milioni di articoli, è l’enciclopedia più ‘pesante’ al mondo da mettere su una mensola.

In India i cellulari sono passati da 2 a 545 milioni. In Cina gli utenti di internet da 22 a 420 milioni. Facebook connette attualmente 1 miliardo di ‘amici’. Si inviano 155milioni di tweet al giorno e 190mila SMS al secondo. L’Europa si è allargata a 27 e la Grecia, che ha coniato il termine Euro, va in bancarotta. A est una nuova potenza economica comincia a vagire, proprio mentre a ovest l’impero del Dollaro, che perisce a colpi di mutui, elegge un Presidente il cui incarnato non permetteva ai suoi simili, 50 anni prima, di sedersi ai ristoranti coi bianchi. L’Italia vede alternarsi 5 governi, di cui solo il Berlusconi-2 dura 5 anni… prima e dopo i fallimenti dei Berlusconi 1 e 3. (A quanto pare il prototipo del ’94 necessitava dell’intervento dei ‘tecnici’). Il più alto edificio al mondo misura 828 metri, doppiando il secondo. Di questo passo, si potranno visitare i defunti direttamente con l’ascensore.

2012, l’anno dello spread. A quanto pare, nell’anno della fine del mondo, i Maya non avevano predetto che tutto sarebbe dipeso da quanto saremmo stati bravi in confronto ai tedeschi.

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Licenziata perché bella. Violentata perché provoca

un mondo di uomini

Mi chiede perché le donne vengano violentate e uccise? Andiamo, guardi quanto sono aggressive con quegli abiti succinti!” Questo è il riassunto della medievale opinione di don Piero Corsi, che ha dato persino del “frocio” ad un suo intervistatore, il quale non dimostrava abbastanza enfasi nel sentirsi attratto dagli abiti succinti del gentil sesso. Ma i preti non erano quelli casti e privi d’impulsi? Insomma donne, se non indossate la tunica da suora o il velo da vedova a lutto, non stupitevi se vi ritrovate accantonate in un vicolo oscuro o, peggio ancora, sgozzate dopo l’abuso. La prossima volta, prima di fare shopping, pensateci due volte ed optate per un jeans largo a vita alta. Forse don Corsi non sa che la maggior parte delle violenze sulle donne avviene in casa. Dunque mentre indossano più probabilmente il pigiama o il grembiule da cucina. Che sia il parroco stesso, oltre che male informato, represso? Denunciare la “violenza del modo di vestire provocante delle donne” non è ammettere di essere attratti violentemente da esse? Forse l’avranno frustrato gli anni passati ad imboccare le nonnine di Lerici con l’ostia. Il passaggio però più lugubre è: “Le donne cadono nell’arroganza e si sentono indipendenti”. Fossi nei panni della perpetua che ogni giorno gli rassetta casa e gli prepara da mangiare (a spese della Chiesa) lo abbandonerei a se stesso per vedere chi è quello indipendente.

 Un’altra storia che pare venire da Macholandia ha come protagonista una donna dell’Iowa, licenziata perché “troppo bella”. Tale sentenza è stata formalizzata dalla Suprema Corte nel seguente modo: “Un datore di lavoro può licenziare una sua dipendente se questa rischia di compromettere il di lui matrimonio, anche se fra i due non s’è sviluppato un legame sentimentale”. Non è uno scherzo. A quanto pare alla moglie del dentista americano non andava giù che il marito avesse un’assistente “irresistibile”; e l’ha convinto a farla fuori. La vittima ha fatto causa. I giudici (tutti uomini) hanno concluso che, al fine di salvaguardare la famiglia, è legittimo licenziare una donna senza commettere discriminazione sessuale, anche se non si è compiuto adulterio. Tradotto: è responsabilità dell’impiegata se il suo capo non riesce a controllare i suoi impulsi. Il capriccio della moglie gelosa viene prima dello stipendio della madre di famiglia. Ma uno dei principi base della giustizia non è quello di non fare il processo alle intenzioni? Qui hanno persino emesso una sentenza contro la potenzialità di tradimento. Sarebbe come dire: “Sei disoccupato ed abiti vicino ad una banca. Ti arresto perché sei più di altri tentato a scipparla”.

 Con una certa fatalità, queste notizie sono spuntate dopo la conferenza stampa finale di Monti, in cui egli ha sorpreso tutti esortando a migliorare la condizione sociale delle donne. Pensate se avesse detto che i ristoranti sono pieni…
(Leggi la sentenza della Corte)

Schwazer: errore, scuse, annientamento. Politici: fallimento, reticenza, rielezione.

alex schwazer

Alex Schwazer nell’estate scorsa è stato la Maria Maddalena dei giorni nostri. Da molto tempo l’opinione pubblica italiana non scagliava pietre di sprezzo contro un peccatore come ha fatto nei confronti dell’altoatesino dai tratti germanici. L’ultimo macigno gli è caduto addosso con violenza nei giorni scorsi e viene dal capo procura del Coni: 4 anni di squalifica per uso di epo e testosterone e per essersi avvalso di un medico inibito dall’ordine sportivo.

La pena inflittagli è davvero severa, soprattutto considerando che non si tratta di un errore recidivo. Fino al 2011 si è sempre comportato in modo corretto ed esemplare. A Pechino 2008 ha regalato all’Italia un oro bello, difficile e meritato. Le cose sono degenerate quando le continue pressioni del mondo sportivo (forse anche di quello affettivo), le accresciute aspettative nei suoi confronti, l’esposizione mediatica, il paragone con la pluripremiata fidanzata campionessa del mondo, i sacrifici di uno sport, la marcia, solitario e non proprio spassoso lo hanno indotto a commettere l’errore clamoroso per cui è stato infangato da tutti (ex allenatore compreso). Neppure le clamorose (e nobilissime) scuse in diretta tv, che nessuno prima d’ora si è mai sognato di fare, sono servite ad indurre misericordia nella gente. Il processo sembrava già chiuso ancora prima di essere cominciato. Tutti si sono dimenticati in un lampo di quando Schwazer sventolò il tricolore in Cina dopo la vittoria, nonostante le critiche degli Schützen sudtirolesi che giudicavano quel comportamento “troppo italiano”. Per un atleta 4 anni di squalifica sono davvero tanti, soprattutto considerando che possono svolgere quel mestiere solo per un limitato periodo della loro vita. Considerando che Alex ha 28 anni, sembra che vogliano anticipargli la fine della carriera. Molti potrebbero dire “avrebbe dovuto pensarci prima”, ma la trovo un’affermazione semplicistica: è sempre più facile rimproverare gli altri e dire come avrebbero dovuto comportarsi, come se fossimo giudici immacolati e sempre verecondi.

A questo punto un paragone sorge spontaneo. Perché i politici, dalle pluri-dimostrate e recidive azioni fallimentari, che tra l’altro causano danni ben più gravi dell’epo di Schwazer (debito pubblico, ingiustizia sociale, leggi ad-personam fra le tante), non solo non ammettono mai la colpa giocando allo scaricabarile, ma perseverano lungo la via dell’autoproclamata santità, spesso grazie alla rielezione? Perché non esiste anche per loro un tribunale che li squalifichi dal parlamento qualora non abbiano adempiuto i loro doveri e mantenuto le promesse di propaganda? A me sembra si sia voluto trovare nell’atleta il capro espiatorio per sfogare le frustrazioni sociali di questa fase storica. Forse Alex avrebbe dovuto passare il suo doping ai politici. Magari avrebbero cominciato ad offrire prestazioni migliori.

La Costituzione Benigna. La Rai torna mamma

benigni

Benigni non ha solo spiegato in televisione i principi fondamentali della Costituzione. È riuscito a superare persino le lezioni di Dante e l’esegesi del Canto degli italiani. Ci ha riempiti, anzi, per dirlo in modo più colorito com’è nel suo stile, ci ha crivellati e spappolati beneficamente con pallottole di saggezza. Alcune erano dei moniti, dei suggerimenti. (La politica va amata. La condizione delle donne determina una nazione. La Chiesa non orienti il voto). Altre delle esortazioni e degli incoraggiamenti. (Il voto è potere. Dobbiamo aiutarci. Radici come mani che si stringono). Ci ha fatto riscoprire valori spesso trascurati. (La Costituzione come mamma. L’Italia una e indivisibile. Il lavoro è libertà. Lo stipendio è essere, non avere).

In molti l’hanno criticato per il continuo prendere di mira il povero Silvio. Date le vicende capitate dall’ultima volta che Benigni è stato in televisione, avrebbe potuto fare di peggio. Gramellini su La Stampa parla addirittura di un superamento del comico da parte del politico, il quale è arrivato a giustificare le-notti-di-Arcore (che sembra oramai il titolo di un film) col sentimento di solitudine dovuto alla separazione da Veronica e alla morte della madre. Dopo l’iniziale tranche comica, “La più bella di tutte” è stata una volata, un racconto di due ore tutto d’un fiato (senza pause pubblicitarie, né sorsi d’acqua!) che mentalmente e fisicamente pochi show-man saprebbero sostenere. Di seguito riporto i passaggi più importanti. (Dimenticavo. La scenografia era notevole!)

Quando diciamo che i politici sono tutti uguali facciamo un favore a quelli cattivi, perché non li riconosciamo.”
“Ognuno di noi ha più potere di quello che pensa. Se ti tiri fuori dal voto è terribile. Fai come Ponzio Pilato, e la folla, si sa, sceglie sempre Barabba.”

Non siamo tutti uguali di fronte alla storia, ma siamo tutti uguali di fronte alla morte. Quindi pietà per i morti.”

Le tragedie si possono dimenticare se prima si conoscono, se le facciamo nostre.”

Eravamo divisi in tutti, tranne che su una cosa: essere uniti. I padri costituenti ci hanno fatto volare. Hanno illuminato quelle macerie per portarci in un luogo in cui si proclama il primato della persona umana.”

La Costituzione è la nostra mamma. Ci protegge. È tutta un sì: desidera!”

La Repubblica fu una scelta coraggiosa. Non andavano di moda all’epoca.”

Il lavoro è la nostra condizione di sistema, il contributo che ciascuno di noi può dare. Lavoro uguale impegno, passione.”

Questo testo è stato scritto da persone sobrie per quando ci si ubriaca. Come Ulisse si fece legare dai compagni per non lasciarsi attrarre dalle sirene, così noi oggi abbiamo scelto di farci legare dalla Costituzione per non smarrirci. Con lei il popolo si è incoronato imperatore di se stesso.”

All’articolo 2 si poteva aggiungere e il naufragar m’è dolce in questo mare. È una cosa bellissima.”

Parlando della solidarietà: “Hanno fatto diventare legge un sogno, un sentimento. Noi dobbiamo aiutarci. Questo non l’hanno scritto a Montecitorio, ma a Woodstock. Questo è ‘Imagine’ di John Lennon 30 anni prima. Yoko Ono dovrebbe pagarci i diritti.”

Sono riusciti a mettere insieme per la prima volta Darwin e la Bibbia.”

L’articolo 3 è un giacimento d’oro. È come andare in fondo al mare e trovare una perla più grande dell’altra.”

La grandezza di una nazione si misura dallo stato sociale delle donne.”

Amare il proprio lavoro è la vera forma di felicità. Con la disoccupazione le persone non sanno più chi sono. Questo produce infelicità. Dentro la busta paga troviamo noi stessi. Essa non è avere, ma essere. È la nostra dignità. Col compenso diamo da mangiare al corpo e nutriamo l’anima. Senza lavoro crolla tutto.”

Gesù Cristo fu il primo laico: date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio. Questo è il principio di laicità dello Stato: separazione tra religione e politica. La laicità non è ateismo, ma significa non mischiare le due cose. La Chiesa non deve interpretare le leggi, né orientare il voto. Sarebbe come usare Dio.”

Lo Stato non può essere religioso. Sarebbe come avere un marchio. Sarebbe un sopruso verso le altre religioni.”

Il paesaggio italiano è un marchio presente nella memoria di tutto il mondo. Va preservato per i nostri figli.”

Contro la pena di more. “In Italia solo gli assassini ammazzano. Noi siamo 60 milioni e io non voglio essere assassino per la sessanta milionesima parte di me.”

L’Italia ripudia la guerra. Ripudia! Non solo la Repubblica ma tutta l’Italia; anche i sassi e le piante la ripudiano. Nessuna guerra ha mai generato un beneficio maggiore del dolore che causa. È grazie a costituzioni come questa che in Europa ha regnato la pace per 60 anni. Questo non era mai capitato nella sua storia.”

Non bisogna chiudersi nel proprio localismo per paura. Le nostre radici non devono sprofondare nel buio della storia, ma allargarsi verso l’alto come rami che si scontrano, comemani che si stringono.”

I colori della bandiera italiana concludono l’elenco dei principi fondamentali, come a volerli avvolgere in un abbraccio universale.”

 La sensazione che si prova mentre scorrono i titoli di coda è: perché la Rai non lo fa più spesso? La domanda martellante di quando il giorno dopo osservi i dati impressionanti degli ascolti è: perchè ‘diavolo’ la Rai non lo fa più spesso?

Almeno lo scontrino se lo facevano fare

Almeno lo scontrino se lo facevano fare

Benvenuti nel paese delle meraviglie, l’eden dei politici, ammirato ed invidiato da tutti i diplomatici che ogni anno solcano le nostre lande circensi. Più si infittisce la recessione, più accresce la disoccupazione e la povertà, maggiore è l’esigenza che sentono alcuni nostri politici di intrattenerci con la goliardia delle loro malefatte. Per fortuna che ci sono loro a farci tornare il sorriso, dopo che anche i comici si sono dati alla politica. In Lombardia poi sembrano mettercela tutta. Al momento sono venuti allo scoperto 22 consiglieri di Pdl e Lega, ma anche a sinistra sembrano fremere di impazienza. In sintonia con la lotta all’evasione fiscale, questi prodi rappresentanti della gente si sono sempre assicurati, durante i loro acquisti personali, che tutti i negozianti emettessero scontrino. Ma proprio tutti tutti. Non se ne sono lasciati sfuggire nemmeno uno. I giornali parlano di scandalo rimborsi, ma questo è puro senso civico!

Guardate qua. 1,60 € per brioche e caffè. 1,50 € per un gelato (c’è chi è arrivato a 90 € di gelati…e forse altrettanti di dentista). 9,90 € in uova Kinder-sorpresa. 14,75 € per lecca-lecca e gratta-e-vinci. 27 € in barattoli di sabbia in vetro giallo. Ma vorrei sottolineare i 15,30 € spesi da Alessandro Marelli (Lega) in aerei di carta. Rileggete pure se ciò vi sollazza: aerei di carta. Che fosse una strategia per far leggere documenti al Trota? Lo stesso leghista, dimostrando uno slancio di tolleranza verso gli extra-comunitari, si è diretto verso un negozio cinese in cui non ha saputo resistere alla tentazione dei fuochi d’artificio, e ha ritenuto che anche questi dovessero essere archiviati tra le spese istituzionali per l’espletamento del mandato consiliare. In caso di invasione straniera ci faremo trovare pronti, armati fino ai denti… con raudi e miniciccioli. Oh legioni straniere, tremate! (Devo dirvi che Marelli ha ottenuto anche il rimborso per 6 pc, stampanti, web-cam e 3 iPad? Vi evito la somma). Un altro leghista, Stefano Galli, non riesce proprio a tenere il passo della tecnologia. Per questo, ostile al mondo della posta elettronica, si è fatto rimborsare 546 € di francobolli. E poi dicono che i leghisti siano ignoranti e analfabeti: questo Galli di cose da dire (e da scrivere) ne ha! Lo stesso Galli ha anche dichiarato una spesa di funzionamento del suo gruppo pari a 6.180 € presso un ristorante. Il fatto che l’evento avesse combaciato con un matrimonio con 103 invitati (e che lui fosse uno di questi) è un puro caso. Non è mancata alla messa in scena di questa pantomima nemmeno Nicole Minetti (Pdl) che, imputata nel processo Ruby, ha deciso di informarsi in materia comprando “Mignottocrazia” di Guzzanti (16 € rimborsati).

La lista è davvero lunga e rischierei di tediarvi sul dove finiscono parte dei soldi dei contribuenti. C’è chi si è fatto rimborsare 30 grammi di tartufo. Cravatte di seta (chissà se color verde, dato che appartengono al leghista Boni). Banali vini, champagne, soggiorni in hotel di lusso, corse in taxi e autisti privati. Più estroversi zucchero semolino e salsicce di Norimberga, ma anche cartucce da caccia, farmaci e un ingrandimento fotografico da 960 €. C’è da domandarsi quanto sarebbe costato un ingrandimento della faccia di Fiorito. Insomma, per fortuna che, nonostante la depressione di questa congiuntura storica, ci sono alcuni nostri rappresentanti ansiosi di risollevarci il morale. È proprio il caso di dirlo: e vissero per sempre felici e rimborsati.

Stati Uniti d’A…rmi. Storia di un paese con le pistole nel DNA

duello western

Sandy. Questo nome non porta bene agli Stati Uniti. Dopo il devastante uragano, è la volta della scuola Sandy Hook, in cui un giovane si è dato all’infanticidio. Nulla a che vedere con gli anni 70 in cui nelle aule si inscenavano musical. Dove Sandy era solo l’innamorata di un giovane John Travolta. Da Grease a oggi, cos’è successo? Il popolo non sembra aver imparato la lezione: i sondaggi degli ultimi vent’anni dimostrano che, all’aumentare delle stragi, è aumentato il consenso verso le armi (55%). Perché gli americani ne hanno così bisogno?

Dal tempo dei coloni e dell’indipendenza, questi hanno sempre temuto l’offensiva dello straniero, quanto quella del vicino di casa. La proprietà privata rappresenta un diritto inviolabile, espressione della libertà dell’individuo. Qualora minacciata, è legittimo difenderla a tutti i costi. Peculiarità tutta americana quella della giustizia fai-da-te (vedi tradizione western): ovvero una mentalità che sta sulla difensiva. Non è un caso che il budget del Pentagono superi la somma degli organi di difesa dei dieci paesi successivi in classifica; con i suoi 28 km di corridoi, è il più grande complesso d’uffici al mondo. Il secondo emendamento, datato 1791, afferma: «Non può essere infranto il diritto dei cittadini di detenere armi, essendo una milizia regolamentata necessaria alla sicurezza di uno Stato libero». Tale permesso, che si riferiva ai soli miliziani, è stato esteso a tutti nel 2008 dalla Corte Suprema. L’equazione del terrore negli USA è molto facile da comprendere: all’aumentate della disponibilità di armi per i cittadini sono aumentate le stragi. Qualunque bambino trucidato quella mattina avrebbe compreso che bandendo il possesso di armi tra i civili si ridurrebbero drasticamente le tragedie. I principali difetti degli USA di fronte al problema delle armi sono due: uno legislativo e uno culturale. Il primo si supererebbe accettando l’arretratezza del II emendamento e vietando le armi. Il secondo con l’istruzione, la famiglia… e il tempo. 30 mila americani vengono uccisi ogni anno in scontri a fuoco con altri americani, molti accidentalmente. 100 mila con i feriti. Se si pensa che in dieci anni di lotta al terrorismo islamico le vittime americane sono state 7 mila, il paragone dovrebbe far riflettere su quale sia il vero nemico degli Stati Uniti.

L’X-Factor del Grillo parlante

Grillo

Un tempo era la marcia su Roma. Si fabbricavano camice nere per tutti i militanti. Si ubriacavano le folle dalla loggia di Piazza Venezia con elogi all’impero. Si ricoprivano di travertino le città coi loro viali trionfali dalle geometrie classiche. Un tempo era, insomma, la dittatura: si ammazzava la democrazia, ma era frutto di una studiatissima strategia. (Volendo usare un controsenso, si potrebbe quasi dire che ‘la si ammazzava con classe’). Oggi è il tempo del comico, che ha ottenuto dal berciare alla politica il legante per il suo movimento. Che si è posto come missione l’epurazione della politica a favore della trasparenza. Che vieta agli appartenenti al movimento il confronto tv e soprattutto che afferma: “Chi si pone il problema se io sia democratico, se ne va fuori dal movimento!”. A questo punto della storia ci starebbe il menar l’indice in aria per accompagnare il rimprovero. Beppe Beppe, così non si fa. Come a dire: almeno il duce non si contraddiceva mai.

Grillo appare affaticato, confuso. Sarà ancora provato dalla traversata dello stretto? O dal conteggio dei, seppur esigui, voti delle sue parlamentarie? Ad ogni modo la sua leadership sembra sfaldarsi a suon di nonsense. Vuole essere il megafono aggregante, ma vuole anche dettare legge nel movimento; vuole immettere sconosciuti in parlamento rimanendone egli stesso fuori, ma vuole anche essere l’unico ad avere visibilità mediatica; vuole pulizia e trasparenza, ma poi caccia chi la pensa diversamente da lui, anzi, chi solo prova a dubitare della sua immacolata moralità.

 Magari mi sto prendendo un abbaglio, ma non ci sono delle stridenti assonanze con quel partito-persona di cui pretendono il superamento?