Stati Uniti d’A…rmi. Storia di un paese con le pistole nel DNA

duello western

Sandy. Questo nome non porta bene agli Stati Uniti. Dopo il devastante uragano, è la volta della scuola Sandy Hook, in cui un giovane si è dato all’infanticidio. Nulla a che vedere con gli anni 70 in cui nelle aule si inscenavano musical. Dove Sandy era solo l’innamorata di un giovane John Travolta. Da Grease a oggi, cos’è successo? Il popolo non sembra aver imparato la lezione: i sondaggi degli ultimi vent’anni dimostrano che, all’aumentare delle stragi, è aumentato il consenso verso le armi (55%). Perché gli americani ne hanno così bisogno?

Dal tempo dei coloni e dell’indipendenza, questi hanno sempre temuto l’offensiva dello straniero, quanto quella del vicino di casa. La proprietà privata rappresenta un diritto inviolabile, espressione della libertà dell’individuo. Qualora minacciata, è legittimo difenderla a tutti i costi. Peculiarità tutta americana quella della giustizia fai-da-te (vedi tradizione western): ovvero una mentalità che sta sulla difensiva. Non è un caso che il budget del Pentagono superi la somma degli organi di difesa dei dieci paesi successivi in classifica; con i suoi 28 km di corridoi, è il più grande complesso d’uffici al mondo. Il secondo emendamento, datato 1791, afferma: «Non può essere infranto il diritto dei cittadini di detenere armi, essendo una milizia regolamentata necessaria alla sicurezza di uno Stato libero». Tale permesso, che si riferiva ai soli miliziani, è stato esteso a tutti nel 2008 dalla Corte Suprema. L’equazione del terrore negli USA è molto facile da comprendere: all’aumentate della disponibilità di armi per i cittadini sono aumentate le stragi. Qualunque bambino trucidato quella mattina avrebbe compreso che bandendo il possesso di armi tra i civili si ridurrebbero drasticamente le tragedie. I principali difetti degli USA di fronte al problema delle armi sono due: uno legislativo e uno culturale. Il primo si supererebbe accettando l’arretratezza del II emendamento e vietando le armi. Il secondo con l’istruzione, la famiglia… e il tempo. 30 mila americani vengono uccisi ogni anno in scontri a fuoco con altri americani, molti accidentalmente. 100 mila con i feriti. Se si pensa che in dieci anni di lotta al terrorismo islamico le vittime americane sono state 7 mila, il paragone dovrebbe far riflettere su quale sia il vero nemico degli Stati Uniti.

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