La Costituzione Benigna. La Rai torna mamma

benigni

Benigni non ha solo spiegato in televisione i principi fondamentali della Costituzione. È riuscito a superare persino le lezioni di Dante e l’esegesi del Canto degli italiani. Ci ha riempiti, anzi, per dirlo in modo più colorito com’è nel suo stile, ci ha crivellati e spappolati beneficamente con pallottole di saggezza. Alcune erano dei moniti, dei suggerimenti. (La politica va amata. La condizione delle donne determina una nazione. La Chiesa non orienti il voto). Altre delle esortazioni e degli incoraggiamenti. (Il voto è potere. Dobbiamo aiutarci. Radici come mani che si stringono). Ci ha fatto riscoprire valori spesso trascurati. (La Costituzione come mamma. L’Italia una e indivisibile. Il lavoro è libertà. Lo stipendio è essere, non avere).

In molti l’hanno criticato per il continuo prendere di mira il povero Silvio. Date le vicende capitate dall’ultima volta che Benigni è stato in televisione, avrebbe potuto fare di peggio. Gramellini su La Stampa parla addirittura di un superamento del comico da parte del politico, il quale è arrivato a giustificare le-notti-di-Arcore (che sembra oramai il titolo di un film) col sentimento di solitudine dovuto alla separazione da Veronica e alla morte della madre. Dopo l’iniziale tranche comica, “La più bella di tutte” è stata una volata, un racconto di due ore tutto d’un fiato (senza pause pubblicitarie, né sorsi d’acqua!) che mentalmente e fisicamente pochi show-man saprebbero sostenere. Di seguito riporto i passaggi più importanti. (Dimenticavo. La scenografia era notevole!)

Quando diciamo che i politici sono tutti uguali facciamo un favore a quelli cattivi, perché non li riconosciamo.”
“Ognuno di noi ha più potere di quello che pensa. Se ti tiri fuori dal voto è terribile. Fai come Ponzio Pilato, e la folla, si sa, sceglie sempre Barabba.”

Non siamo tutti uguali di fronte alla storia, ma siamo tutti uguali di fronte alla morte. Quindi pietà per i morti.”

Le tragedie si possono dimenticare se prima si conoscono, se le facciamo nostre.”

Eravamo divisi in tutti, tranne che su una cosa: essere uniti. I padri costituenti ci hanno fatto volare. Hanno illuminato quelle macerie per portarci in un luogo in cui si proclama il primato della persona umana.”

La Costituzione è la nostra mamma. Ci protegge. È tutta un sì: desidera!”

La Repubblica fu una scelta coraggiosa. Non andavano di moda all’epoca.”

Il lavoro è la nostra condizione di sistema, il contributo che ciascuno di noi può dare. Lavoro uguale impegno, passione.”

Questo testo è stato scritto da persone sobrie per quando ci si ubriaca. Come Ulisse si fece legare dai compagni per non lasciarsi attrarre dalle sirene, così noi oggi abbiamo scelto di farci legare dalla Costituzione per non smarrirci. Con lei il popolo si è incoronato imperatore di se stesso.”

All’articolo 2 si poteva aggiungere e il naufragar m’è dolce in questo mare. È una cosa bellissima.”

Parlando della solidarietà: “Hanno fatto diventare legge un sogno, un sentimento. Noi dobbiamo aiutarci. Questo non l’hanno scritto a Montecitorio, ma a Woodstock. Questo è ‘Imagine’ di John Lennon 30 anni prima. Yoko Ono dovrebbe pagarci i diritti.”

Sono riusciti a mettere insieme per la prima volta Darwin e la Bibbia.”

L’articolo 3 è un giacimento d’oro. È come andare in fondo al mare e trovare una perla più grande dell’altra.”

La grandezza di una nazione si misura dallo stato sociale delle donne.”

Amare il proprio lavoro è la vera forma di felicità. Con la disoccupazione le persone non sanno più chi sono. Questo produce infelicità. Dentro la busta paga troviamo noi stessi. Essa non è avere, ma essere. È la nostra dignità. Col compenso diamo da mangiare al corpo e nutriamo l’anima. Senza lavoro crolla tutto.”

Gesù Cristo fu il primo laico: date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio. Questo è il principio di laicità dello Stato: separazione tra religione e politica. La laicità non è ateismo, ma significa non mischiare le due cose. La Chiesa non deve interpretare le leggi, né orientare il voto. Sarebbe come usare Dio.”

Lo Stato non può essere religioso. Sarebbe come avere un marchio. Sarebbe un sopruso verso le altre religioni.”

Il paesaggio italiano è un marchio presente nella memoria di tutto il mondo. Va preservato per i nostri figli.”

Contro la pena di more. “In Italia solo gli assassini ammazzano. Noi siamo 60 milioni e io non voglio essere assassino per la sessanta milionesima parte di me.”

L’Italia ripudia la guerra. Ripudia! Non solo la Repubblica ma tutta l’Italia; anche i sassi e le piante la ripudiano. Nessuna guerra ha mai generato un beneficio maggiore del dolore che causa. È grazie a costituzioni come questa che in Europa ha regnato la pace per 60 anni. Questo non era mai capitato nella sua storia.”

Non bisogna chiudersi nel proprio localismo per paura. Le nostre radici non devono sprofondare nel buio della storia, ma allargarsi verso l’alto come rami che si scontrano, comemani che si stringono.”

I colori della bandiera italiana concludono l’elenco dei principi fondamentali, come a volerli avvolgere in un abbraccio universale.”

 La sensazione che si prova mentre scorrono i titoli di coda è: perché la Rai non lo fa più spesso? La domanda martellante di quando il giorno dopo osservi i dati impressionanti degli ascolti è: perchè ‘diavolo’ la Rai non lo fa più spesso?

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