L’amore ai tempi dello spread

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Oscillazioni del portafogli, oscillazioni del cuore

Non posso fare a meno di notare come molte coppie unitesi prima del 2008 siano stabili ancora oggi, o abbiano perlomeno durato il più possibile negli anni della crisi mondiale, come una Grecia traballante in balia del debito pubblico e del tasso di disoccupazione. Al contrario, la frustrazione dovuta a questa congiuntura storica deve aver indotto molti single a concentrarsi di più su loro stessi, per cercare sicuri approdi professionali ancor prima che amorosi. Come recita Carrie Bradshaw all’inizio di ogni “Sex and the city”, I couldn’t help but wonder: è possibile che la crisi economica, dapprima crisi finanziaria e poi crisi sociale, sia sfociata in una crisi anche sentimentale?

Nel solo primo biennio dopo il tracollo dei mercati (2009-2010) i matrimoni sono precipitati del 6%. Considerando che il loro calo medio annuo nel ventennio precedente era dell’1,2%, ci rendiamo conto che il fenomeno si è quintuplicato in davvero poco tempo. La gente non ha più tempo per le “menate”. Quando lo spread schizza, i rendimenti galoppano e il lavoro scarseggia, chi riesce ancora a guardarsi attorno per rincorrersi o corteggiarsi? Le preoccupazioni sono altre. Compilare il CV europeo; leggere annunci di lavoro; ricercare aziende dove autocandidarsi; consultare bandi; fare un corso per specializzarsi; cambiare città; escogitare escamotage per farsi conoscere e attrarre l’attenzione della gente che conta. Ottenere contatti. Vendere libri, l’auto. Consultare l’estratto conto sull’home banking (che prima sembrava solo una brutta parola). Passare il doppio del tempo a fare la spesa per analizzare tutte le etichette e capire quale carta igienica costi di meno a parità di “strappi”. Fare acquisti on-line, utilizzare coupon, darsi al low-cost… Bastano solo la metà di queste azioni per necessitare di una giornata di 48 ore.

L’amore scarseggia in maniera direttamente proporzionale alla disoccupazione e inversamente proporzionale al Pil. Più siamo ricchi, più amoreggiamo. Più siamo poveri, più siamo indaffarati a galleggiare. Quando le cose vanno male al contorno, i nodi vengono al pettine all’interno. Non a caso le rivoluzione scaturiscono sempre dalla sofferenza: a nessun parigino sarebbe mai venuto in mente di assalire la Bastiglia se avesse avuto la dispensa piena di baguette (e brioche); così come a nessuno sceicco coi rubinetti d’oro passerebbe per la testa l’idea di scendere in piazza e protestare contro l’eccesso di petrolio. Nonsense.

Dunque ci dev’essere un’interconnessione fra i due dati, economia e accoppiamenti. Quando i titoli di stato costano caro al paese, le azioni dell’amore non sembrano essere l’alternativa ideale per gli investitori che desiderano “diversificare il portafoglio”. Il loro tasso di rischio è troppo alto. Quando lo spread Btp-Bund supera la soglia di sicurezza dei 300 punti base è un chiaro segnale per i cuori innamorati: vendere, vendere, vendere. Mollare, mollare, mollare. 

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Perché si sposano tutti?

grosso grasso matrimonio greco

Capisci davvero che stai invecchiando e che sei più vicino ai 30 che ai 20 quando i tuoi amici iniziano a sposarsi. E lo fanno tutti in una volta! È come una reazione a catena: basta una prima coppia a dire lo voglio che finiscono per farlo tutte le altre in pochi anni. Pesci imbizzarriti che accorrono al lancio della pastura, come per osmosi, mimesi o nemesi. La brama di vestirsi griffato, il fascino del ricevimento regale, la sontuosità della marcia nuziale… presto o tardi ogni 20(qualcosa)enne scapolo si ritrova incastrato in un ginepraio di parenti e di amici ubriachi da maggio ad ottobre. Giusto ieri sperimentavi posticci postumi post-adolescenziali e oggi ti ritrovi a postare foto di amici post-indipendente.

prima notte nozze
Mo te faccio vedere chi è ancora “like a virgin”

La fase dei matrimoni è un’esperienza drammaturgica nella vita di un single. Ogni cerimonia è il gong del tempo. Da invitati, poi, si è assaliti da quei parenti e amici ubriachi, trasformati in un esercito di grilli inquisitori che alternano un crodino ad una domanda esistenziale. Allora quando ti sistemi tu? Gong. Ma perché sei ancora in affitto, non hai pensato a comprare casa? Gong. Ancora con quei lavoretti? Che piani hai per la tua vita? Gong. Gong. GONG. E poi ci domandiamo perché si va ai matrimoni solo per ubriacarsi: nei matrimoni ci sono molti più motivi per cui dimenticare di quelli per cui celebrare.

La lista dei single sul tableau mariage è un database dei ricercati dell’FBI. In genere, per una spinta compassionevole (non richiesta), vengono riuniti nello stesso tavolo ad interagire come topi cavia costretti a copulare nella stessa gabbia. Come se i felici sposi volessero imporre il loro stesso lieto fine a tutti; come se la loro fiaba (che ha il 45% di probabilità di finire con un divorzio) debba essere per forza quella di tutti gli altri; come se l’unico futuro possibile fosse quello di spingere passeggini a distributori di escrezioni che chiamano bambini.

abiti da sposa originali
Secoli di concezione della donna… in un fiocco

Osservazione estemporanea: è bizzarro come il giuramento del matrimonio religioso si basi sul “giuro di esserti fedele sempre” fra la champions league e le mestruazioni. Ovvero, viene fatta giurare fedeltà ancor prima dell’amore o del rispetto. La precondizione incontrovertibile dell’unione in matrimonio è “non intingere il biscotto o non far volare la farfallina in altri letti”. A quanto pare, chi ha fatto voto di castità non riesce a pensare ad altro che agli sferruzzamenti che avvengono sotto la cintola. Ma dov’è l’amore nella cerimonia nuziale? Quale percentuale della celebrazione si ritaglia? Partiamo dalla struttura dello sposalizio, che non è altro che una slot machine truccata a favore di ristoratori, fotografi, pasticcieri, fiorai, atelier, negozi d’abbigliamento, parrucchieri, truccatrici, autonoleggi e venditori di riso.

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Giochi per invitati. Qualche spunto

Un matrimonio è, innanzitutto è soprattutto, una barca di soldi che salpa senza più tornare, perché è nella sua natura scontrarsi contro l’iceberg della tradizione. Facciamo due calcoli per una cerimonia senza sfarzi. Abito da sposa con accessori, 3.000 euro, trucco e parrucco, 300 euro. Lui, 1.000 per vestirsi (e già qui si capisce a chi serve far contento il matrimonio). Poi, vuoi non addobbare chiesa e tavoli con fiori freschi, fiocchi di raso e nastrini sgargianti? 1.500 euro e il gioco è fatto. Altri 500 tra offerte al parroco e stampe varie. Sono escluse le partecipazioni di nozze, ovviamente: nell’era di internet, perché avvisare tutti i parenti da Brunico a Lampedusa con comode e-mail gratuite quando puoi spendere uno stipendio da stagista in carta pregiata e francobolli (400 euro)? Altrettanto per le fedi. Qualcosa in più per noleggiare una limousine, l’unica vettura in grado di contenere tutta la meringa di tulle che avvolge la sposa. Per gli invitati, poi, onde evitare che il coma etilico o lo shock glucosico ottenebrino il ricordo del convivio, ecco 1.000 euro in bomboniere che andranno a rimpinzare le mensole di casa per qualche settimana prima che la polvere se le fagocitino o che altre bomboniere le rimpiazzino.


underwear sposaE se per caso nemmeno pizzi e confetti sopperissero all’esigenza di ricordare, non temete, grazie ai fotografi, con 2.000 euro passa la paura. Il loro lavoro ha, infatti, un certo peso: dai 5 ai 10 chili di un album fotografico alla noia dei filmati in grado di anestetizzare anche il parente più irrequieto in un quarto d’ora e che gli sposi riguarderanno nella loro vita lo stesso numero di volte che hanno visto Via col vento. Il mangiare, ovviamente, fa la parte del leone. Diciamo 70 euro a testa? Conto totale per cento invitati, circa 18.000 euro. Senza viaggio di nozze, badate bene, e senza eccessi. (Con quei soldi ci camperei a Milano per un anno, affitto e aperitivi sui Navigli). Insomma, dopo 12 ore di baldoria e cinque minuti di commozione, vissero tutti per sempre felici e con… mutuo.