Morti che corrono

morti che corrono
Sic day. Quando commemorare una morte porta altra morte

Mi domando: ma non sarebbe meglio celebrare il SicDay (la giornata in memoria del pilota Simoncelli) con una giornata sulla guida sicura e sulla prevenzione dagli incidenti in moto, invece che cercando di imitare le dinamiche della sua morte? Basta guardare com’è andata ieri a Latina. Certe cose non le capirò mai: è come se si cercasse di ricordare Maria Antonietta facendo collaudi di ghigliottine, o Socrate organizzando assaggi di cicuta… Si dirà: “Ma quella era la passione di Sic, è giusto ricordarlo così”. Resta il fatto che non era esattamente una passione come un’alta; non collezionava francobolli, né andava in giro in bicicletta. Si fiondava contro il vento a 200 km orari seduto su di una potenziale bomba, che tra l’altro provoca ogni anno sulle strade migliaia di vittime – soprattutto tra i giovanissimi – a differenze del nuoto o del salto in lungo.

Suonerò pure come la vecchia zia rompiballe secondo la quale il motociclismo non è uno sport come un altro, ma è soprattutto pericoloso, però la vittima di ieri era totalmente evitabile! Mi domando se l’anno prossimo dovremo festeggiare un SicRomboniDay di nuovo in pista in attesa del terzo “eroe”, e della terza giornata di sgomento, di nuovo, totalmente evitabile.

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