#enricostaisereno un paio di palle

Ce l'ha fatta. Il rottamatore si è auto-incoronato Premier.
Ce l’ha fatta. Il rottamatore si è auto-incoronato Premier.

Non so più come spiegare ai miei amici stranieri cosa sta succedendo in Italia. Renzi si è preso la poltrona di Primo Ministro con un contropiede last-minute senza passare per le elezioni. Mi domandano se sia democratico. Tecnicamente sì, rispondo io. Eppure parliamo di Renzi, il rottamatore della vecchia politica di palazzo, quello dell’un fondo schiena/una poltrona. Sembrano lontani ed incredibilmente più semplici i tempi in cui dovevo spiegare a chi stava oltreoceano perché il nostro parlamento si sia trovato a votare sull’età di Ruby Rubacuori… Ah, benedetta giovinezza! Com’era facile commentare le barzellette sugli ebrei, “meglio le belle ragazze che essere gay”, o l’Angelona-culona. Era quasi divertente.

Come si fa a spiegare oggi all’estero che abbiamo il terzo Premier consecutivo (in soli 2 anni!) non eletto dal popolo – o meglio, senza essere stato indicato dal popolo al Capo dello Stato tramite elezioni politiche? Nel caso dei tecnici sembrava la strada migliore in un momento di crisi acuta della credibilità (e identità) della classe politica. Nel caso di Letta non c’era altro da fare visto che dalle elezioni era venuto fuori un nulla-di-fatto. Ma a sto giro che gli racconto? Questo è il quarto Premier italiano dell’attuale legislatura Ue che i colleghi europei si trovano seduto di fronte. Berlusconi-Monti-Letta-Renzi. C’è più dinamismo sulla poltrona italiana al Consiglio europeo che in una puntata di Lost.

Mi domandano come sia possibile che un italiano si svegli la mattina decidendo di voler diventare Primo Ministro e in 24 ore CI DIVENTI DAVVERO (consultazioni a parte). Renzi dice: mi hanno votato 3 milioni di elettori alle primarie. A parte il fatto che erano 2 milioni (e a parte il fatto che sono molti di meno dei 9 che hanno votato centrosinistra alle politiche), è sufficiente l’investitura delle primarie per auto-incoronarsi Primo Ministro? Berlusconi ha preso 8 milioni di voti, eppure se ne sta buono buono più mansueto di Dudù. E poi: non è consuetudine che un governo cada in seguito alla sfiducia del parlamento? Non deve spiegare di fronte al parlamento, ovvero di fronte agli italiani, le ragioni della sua crisi? A quanto pare basta una direzione di Pd in streaming e il gioco è fatto.

Il sindaco ha imparato bene da Berlusconi quanto sia corta la memoria degli italiani e il piacere di dire una cosa la mattina e di smentirla la sera stessa. Solo il 17 gennaio twittava #enticostaisereno non voglio prendere il tuo posto… Non solo: il governo Letta doveva avere una scadenza di circa 2 anni; Renzi, invece, vuole la poltrona (senza elezioni) fino al 2018 con la scusa delle riforme istituzionali. Dice che salendo al potere vuole uscire dal caos delle elezioni dell’anno scorso, ma dallo stallo – io penso – si esce soltanto appassionando la gente alla politica, risolvendo problemi concreti, non con l’ennesima manovra di palazzo che fa sembrare la casta sempre più casta. Il Pd, e i Ds prima, non stanno facendo altro da anni che scaricare sugli italiani il peso delle loro diatribe interne, del feudalesimo, senza mai portare a casa una legislatura ultimata. Continuano sadicamente a giocare a chi si leva per primo la sedia da sotto al culo al finire della musica. Almeno qualcuno si diverte.

Sarà solo la storia a decretare se Renzi si è comportato da ambizioso e spregiudicato carrierista o da appassionato statista con a cuore solo il benessere del paese. Come farà a governare con Alfano che lo odia e Vendola che non ha i numeri per sostituirlo resta un mistero. Prego soltanto che cessino le manovre di palazzo e si torni a parlare di economia, innovazione e di giovani. Comunque vada a finire, italiani, sappiate che questa è davvero l’ultima carta che ci giochiamo. E il modo opaco in cui è stata tirata fuori mi fa di non poco storcere il naso.

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2 pensieri su “#enricostaisereno un paio di palle

  1. La penso come te. una parte di me vuole sperare che niente sia peggio degli oltre 20 anni appena trascorsi, ma l’altra teme che non cambierà niente e che saremo in un pantano sempre più immobilizzante.
    Come vorrei vedere poter commentare anche io da lontano… (questo è l’unico pensiero certo che ho!)

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