[Sanremo 2014/2]. La voglia di guardare le repliche di La5

Momento balck and white nel Sanremo anti-Bieber
Momento balck&white nel Sanremo anti-Bieber

Pif rimane un genio. Dopotutto a me piace fare lo stesso genere di cose. Inizio buono del festival con il momento balck and white di “Non è mai troppo tardi”, programma in cui Manzi insegnava agli italiani analfabeti del dopoguerra a leggere e scrivere. Poi però si svela la triste realtà; nessuna missione sociale degli autori, ma solo una marchetta per la prossima fiction Rai su Manzi. Quello che poteva essere uno spunto audace per parlare dell’analfabetismo di ritorno in Italia scade nella prostituzione festivaliera più retorica che ci sia. (Ps: i ringraziamenti a produttori e registi interessano allo spettatore quanto le analisi del sangue di Giuliano Ferrara). Una citazione manziana da tenere a mente è “siate padroni del vostro senso critico e nessuno potrà mai sottomettervi”, che non fa mai male scordarsi se si ha il diritto di voto.

La partenza è stata intellettualoide, ma il pubblico di Rai1 si sa, se ha completato le elementari è già tanto. Virata di massa, dunque, sulle repliche di “Uomini e donne” di La5. E per chi non si fosse accontentato della Carrà, eccoci le aste del microfono della Merkel: le gemelle Kessler. Nelle geriatrie d’Italia gli anziani riscoprono tra le gambe movimenti sussultori che non percepivano più dai tempi della signora Longheri.

Francesco Renga canta da 10 anni la stessa canzone invertendo le parole. Per fortuna la seconda gli è stata confezionata dalla cazzutissima Elisa, e infatti è quella che passa. Arriva Giuliano Palma, l’apri concerto di ogni ballo di gruppo; a fine serata registrerà un tutorial sull’alligalli. Entra sul palco Armin Zoeggler, il campione olimpico di slittino, e devono sbrigarsi ad intervistarlo perché avendogli tolto lo spinotto del caricabatterie ha un’autonomia di pochi minuti. Sembra un robot. A fine intervento lo riporranno nell’apposita custodia.

Noemi è strafatta di acidi, sempre più rock and roll. È vestita come la principessa Leila di Star Wars e al collo ha una gruccia (un appendiabito). Sbaglia l’attacco e se ne fotte, si sbraccia, ride e fa sollevare e battere le mani al pubblico in sala anche se parla di morte. Un mito. “La bellezza è il quasi nulla”. Belle frasi buttate qua è là in questo festival; Fazio ci dà e ci ridà per far capire che il tema di fondo è la bellezza, ma i vari momenti sono attaccati con lo sputo. Il conduttore poi si perde nella geografia: “Sanremo viene trasmesso anche in Australia. In tutti i continenti… A no, manca l’Oceania”. Qualcuno gli dia le repliche di Manzi!

Anche Renzo Rubino, come Renga, a fine canzone chiede al microfono “acqua… ACQUAAA”. Qualcuno abbassi il riscaldamento dell’Ariston. La sua seconda canzone è forse la più bella del festival, e puntualmente non viene scelta dal televoto. Toccherà la stessa sorte a Ron, che quando lo inquadrano dal basso ha più peli lui nel naso di una porno star anni 80 sul pube.

Arriva Franca Valeri ad illuminare il palco coi suoi 93 anni. Genuina e simpatica. Era inevitabile che il tremolio della voce provocasse lo sfottò della rete. Io alla sua età diograzia se mi ricorderò ancora come mi chiamo. In ogni caso se volevano abbassare gli ascolti ci sono riusciti: questa sera tra lei, le Kessler e Baglioni hanno decretato la scomunica della generazione Justin Bieber. Pippo Baudo deve essersi impossessato della scaletta. Claudio Baglioni si è fatto il lifting anche alle corde vocali. Parte con “quella sua maglietta fina” ed è un tripudio di collant e reggiseno in sala. La sua è una delle più belle frasi della serata, “la musica è un’architettura senza edificio”. Ah, questi architetti! Sinigallia per quel che mi riguarda può anche tornarsene a Senigallia, e aggiustarsi il cognome. La pallavolista della nazionale è talmente alta che potrebbero usarla come paraspifferi dell’arco di Costantino. Canta quello delle Vibrazioni, che ha più denti che bocca. Con Rufus Wainwright si arriva al momento gay-friendly del festival, ma piuttosto che scardinare il bigottismo di Rai1, riesce soprattutto nell’intento di dimostrare una delle più belle voci maschili di sempre. E di nuovo, gli anni luce che intercorrono tra noi e l’estero.

L’orologio suona la mezzanotte, arriva la scritta “seconda parte”, Fazio dice “e ora inizia la gara dei giovani”… che nel frattempo hanno messo su famiglia. Bravissimo Diodato con la sua “Babilonia”, che passa. Non male anche il figlio d’arte Graziani, che se ne torna però a Rimini. Bocciata anche Bianca, la sosia di Megan Fox, o meglio, di una che se l’è mangiata.

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