[Sanremo 2014/5]. Funerale rimandato

Dopo la foca Luciana, Luciana la quaglia.
Dopo la foca Luciana, Luciana la quaglia.

L’ultima serata del 64esimo Festival di Sanremo (, , , )è stata decisamente la migliore delle cinque, seppure senza lodi. Il motivo è forse dovuto al fatto che, dovendo correre per far esibire tutti i cantanti, c’era meno tempo per infilare sprazzi di “Che tempo che fa”/“Vieni via con me”, ospiti paleolitici ed omaggi funerei a – seppur grandi – defunti.

Crozza non ha fatto Crozza. Il comico aveva un’occasione unica di picchiare sulla politica come non mai date le recenti vicende (Renzi contro Letta, lo streaming di Grillo, la presunta compravendita di senatori…). Invece si è piegato anche lui alla missione evangelica pro bellezza. Se il tema è stato superficiale con gli inserti intellettualoidi, in mano alla comicità è diventato il solito pastone populista del siamo italiani, abbiamo tutto noi (concetto che ho già criticato ad Arbore).

Questo Sanremo si è confermato uno dei più apolitici degli ultimi anni; manco fossimo in campagna elettorale. È stato un vero peccato bruciarsi il più grande show man di oggi non chiedendogli di fare quello che sa fare meglio: la satira politica. Questo si aspettava il pubblico. Non a caso i momenti più acclamati sono stati le frecciate a Giovanardi e il minutino alla Renzi, introdotto da un applauso liberatorio come a dire “era ora”. (Breve appunto: per un fan sfegatato di Crozza come me, risentire battute già fatte sul La7 – “meno pil, più pilates” o “dal Frecciarossa scendono i modelli Armani” – un po’ delude).

Ligabue esempio di umiltà. Nonostante faccia esplodere gli stadi, il Liga ha dato una lezione di low-profile a tutti. Un bel momento di musica e spettacolo che gli ha permesso di riscattarsi per la cover di De André che ha diviso le opinioni in rete.

Breve critica alla proclamazione. Il vincitore è stato proclamato senza grande enfasi o spettacolo, quasi a voler chiudere presto la baracca. Perché non ispirarsi alla suspance di Amici o X-Factor con tanto di esplosione di coriandoli e sonoro adrenalinico?

Un sistema di votazione 2.o? Qualche appunto sulla votazione. 1) Dividere i cantanti in due serate è ingiusto: chi canta nella prima serata ha 24 ore in più per fidelizzarsi gli ascoltatori, soprattutto oggi con le condivisioni esponenziali che corrono sul web già dalla notte stessa. Bizzarra coincidenza: i vincitori Mengoni e Arisa sono stati entrambi i primi ad essersi esibiti nelle rispettive prime serate 2013, 2014. 2) Ha senso smuovere masse di televoti nei primi giorni per stilare la classifica che determina il podio e poi far votare il vincitore negli ultimi minuti dell’ultima serata? 3) È ora di andare oltre al televoto. Perché non integrarlo con i tweet, le votazioni tramite app e le visualizzazione su Youtube nei giorni della kermesse? (E qua andrebbe fatta una riflessione generale su quanto si possa basare il successo commerciale di un programma solo da un vetusto share e sul perché non prendere in considerazioni anche le interazione sui social).

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3 pensieri su “[Sanremo 2014/5]. Funerale rimandato

  1. Più che la migliore, la meno peggio: soprattutto perché a Sanremo si canta. E li hanno fatti cantare più delle altre serate.
    Comunque -4 milioni sono davvero tanti, e il digitale c’era già un anno fa. A Fazio diamo un 5 generoso e alla Litti 5.5. Rimandati, ma non all’anno prossimo (scommettiamo che con Conti li rimpiangerò? Ai posteri…)

    1. Il digitale c’è da anni, e ogni anno erode sempre più gli ascolti della tv generalista. E’ ora che ne prendano atto e si aggiornino. -3,3 milioni sì, sono tanti. Personalmente mi va anche bene che nelle prime serate si canti di meno, perché Sanremo – siamo sinceri – non è solo un festival sulla musica come Castrocaro, ma un format potenzialmente brillante che unisce uno sguardo sulla società d’oggi al canoro. Però gli intermezzi alle canzoni devono essere brillanti e contemporanei, e quest’anno non lo sono stati 🙂

      1. Io ho trovato due errori principali: il primo è ricopiare dall’anno scorso, ma mentre nel 2013 hanno provato a fare qualcosa di immediato, nel senso che hanno preso i temi alti cercando di adattarli al grande pubblico, quest’anno viceversa è stato troppo meditato, cioè prendere i personaggi popolari del passato e dargli una patina di intellettualismo o comunque grandezza incomprensibile nella tv contemporanea. Quindi un primo errore è di scelta.
        Il secondo, quello che forse si paga più caro in tv, sono i tempi: tutti gli ospiti potevano benissimo fare il numero in 10 o 20 minuti, mentre alcuni hanno fatto quasi dei miniconcerti (35-40minuti). Quindi un errore sui tempi non televisivi; inoltre non puoi partire in orario e dopo 30min essere già con 10 di ritardo, vuol dire che tutto il programma della serata è mal organizzato.

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