Oscar, tutta questione di riconoscibilità

Cosa dovrebbe tenere a mente l'Academy prima di esprimersi.
Cosa dovrebbe tenere a mente l’Academy prima di esprimersi.

Secondo me gli Oscar non vanno assegnati ai film/attori/cineasti che sono piaciuti – o meglio, non solo a loro. Vanno premiati coloro che hanno apportato col proprio lavoro qualcosa di nuovo alla storia del cinema; che hanno aggiunto un tassello di riferimento per le produzioni venture e che mette in discussione quelle passate, senza venerarle. Tutta questione di riconoscibilità. Un metro di giudizio che richiede una certa dose di astrazione dall’annata trascorsa per guardare a volo d’uccello sulla cinematografia. È in questo modo che ho decretato la mia rosa di vincitori. And the winner is…

Best Picture
Gravity. Un’Odissea nello spazio 2.0 che ha attinto da Kubrick e Lucas, ma che è riuscita ad alzare l’asticella della fantascienza spaziale. Come? La drammaticità è stata portata nello spazio, laddove prima era la tecnologia ad esserne sempre protagonista. Cuaron ha raccontato uno storia umana in orbita; ha portato l’umanità nello spazio come nemmeno Apollo 13 riuscì a fare. La bellezza delle immagini, del sonoro, del montaggio lo rendono una piccola opera d’arte dal carattere indelebile, piaccia o meno.

Best Actor in a leading role
Matthew McConaughey. Si mangia Leonardo Di Caprio a colazione. Una piacevole sorpresa; ha talento da vendere – tutto quello che ha tenuto nascosto fino ad oggi – regalando al cinema un personaggio che è già un cult.

Best Actress in a leading role
Cate Blanchett. Ogni anno dimostra sempre più di essere l’erede incontrastata di Meryl Streep per la versatilità nell’interpretazione. Ogni maschera che indossa è un vestito cucitole addosso; e sa emozionare sempre, complice anche il timbro di voce profondo e flautato. Per di più è straordinariamente fotogenica come poche altre nella storia delle immagini in movimento.

Best Actor in a supporting role
Jonah Hill. Brillante, punto. Una comicità assolutamente brillante per via di un alter ego inquietante. Rappresenta un caso unico per il cinema di oggi: ha uno sguardo drammatico in una veste da giullare; è immediatamente riconoscibile. La sola espressività facciale è da Oscar.

Best Actress in a leading role
Sally Hawkins. Quando si dice “calarsi nella parte”. La sua naturalezza è da manuale; sembra nata per fare la sorella schizofrenica, romantica ed ingenua di una riccona. Un’interpretazione da studiare a scuola.

Directing
Alfonso Cuaron (Gravity). Vedi Best Picture. Anche se Steve McQueen (12 years a slave) condivide il podio.

Foreign language Film
La grande bellezza. Sono italiano… ed è davvero un’opera d’arte.

Non ho visto Nebraska. American Hustle, che ha appassionato tutti, non mi ha conquistato, a parte le recitazioni.

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4 pensieri su “Oscar, tutta questione di riconoscibilità

      1. Ho acquistato il pacchetto di SKY Cinema praticamente solo per seguire la cerimonia. : ) Grazie per la risposta! : )

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