American Horror Story “Asylum”… spettacolo!

Ho finito ieri notte la seconda stagione di American Horror Story (dal titolo “Asylum”), guardata nell’arco di una settimana tra le 24 e le 3 di notte, come si addice ad una serie tv dell’orrore, e l’ho trovata eccellente. Ecco perché.

Asylum_sex sister and father

Per chi come me si è da poco avvicinato alla pratica del montaggio video, questo telefilm fa scuola: è come una una palestra: la quintessenza dell’editing. Ogni frame, ogni movimento di camera è studiato come se dovesse essere il migliore di tutto l’episodio. Una filosofia che i registi delle fiction italiane conoscono quanto l’aramaico antico. (Sempre ieri, in palestra, ho guardato cinque minuti di “Sfida al cielo” su Rai1 mentre correvo sul tapis-roulant: cinque minuti di inquadratura fissa di un camioncino che faceva retromarcia… un documentario sulle dighe dei castori sarebbe stato più eccitante).

Jessica Lange - Sister Jude

[Attenzione, semi-spoiler alert] Jessica Lange è superba, e come lei tutto il cast. Era piacevolmente maligna nella prima serie, ma, in questa seconda, spiattella di fronte alla telecamera una tale gamma di espressioni e di caricature da fare impallidire la più poliedrica Queen Meryl. Ciò che funziona veramente bene in quest’opera è l’evoluzione dei personaggi, le due grandi donne protagoniste. Sister Jude (Jessica Lange) e la reporter Lana Winter (Sarah Paulson) compiono due percorsi inversi nel manicomio di Briarcliff. La prima, di purificazione: dall’essere stronza quanto il demonio a diventare un’amorevole nonna, passando per la legge del contrappasso che la vede imprigionata nello stesso istituto che guidava. La seconda, di corruzione: da vittima vulnerabile a spietata figlicida.

Lana Winter Asylum Bloody face

E a proposito di contrappasso, il ricovero psichiatrico di Briarcliff è quanto di più simile all’inferno dantesco sia mai stato rappresentato in tv, dove il male compiuto in vita viene punito con dell’altro male attraverso la segregazione, l’annullamento della persona e senza alcuna attività riabilitativa. Ah no, quello è il sistema carcerario italiano.

Lana Winter Asylum homosexual therapy
La terapia per “curare” l’omosessualità di Lana.

Quando una cinepresa riesce a restituire all’immaginario collettivo un mondo credibile ed affascinante, una suggestiva architettura di immagini quanto la Terra di mezzo o Hogwarts, allora il film o il telefilm diventa subito cult. E questo è il caso di American Horror Story: Asylum.

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