Ultimi giorni di Expo 2015. Andarci o no?

Expo 2015 mappa suggerimenti
Mappa ufficiale di Expo con alcuni appunti presi durante la visita: cosa mangiare, cosa vedere, dove fare pipì, i percorsi consigliati.

Sono rimaste due settimane alla fine di Expo Milano 2015 e, a giudicare dall’andamento di questi giorni, saranno dominate da un boom di presenze da bollino rosso, allarme Protezione Civile, tornado Forza 5. Per voi 2 milioni di furbetti che avete atteso gli sgoccioli per fiondarvi a Rho, arrivarci preparati è quanto meno es-sen-zia-le: per la vostra vescica, il portafoglio e l’equilibrio psicofisico in generale. Ecco dunque una rapida guida antistress aggiornata alle ultime giornate da 100 mila visitatori e passa (oltre 200 mila il sabato e la domenica).

Partiamo da cosa vedere. E sia chiaro: se vi va bene riuscirete a coprire un quinto di tutta l’area in un solo giorno; l’opera è semplicemente imponente. Occhio: in questa esposizione universale dominata dalla tendenza dei paesi partecipanti all’andare fuori tema, i padiglioni si dividono in tre categorie. 1) Quelli che hanno azzeccato il tema, la “nutrizione”, ovvero la disponibilità di nutrienti che consentono la vita; 2) quelli che hanno confuso nutrizione con “alimentazione” e sono più che altro una saga dei piatti tipici, e 3) quelli che non hanno capito dove stanno di casa e pensano solo a fare da tour operator per il proprio paese.

Zero Pavilion Expo 2015
Il Teatro della Memoria, la monumentale sala d’ingresso del Padiglione Zero.

I 7 padiglioni da visitare (ma non ce la farete mai).

A fine ottobre, vedere cinque padiglioni in un giorno è già tanto, specie nel weekend. L’unico che merita l’attributo di “eccezionale” è il Padiglione Zero in cui l’arte sa emozionare ed istruire allo stesso tempo. Sulla stessa lunghezza d’onda: Italia (ricco e scenografico), Germania (il più didattico) e Svizzera (sobrio ma dal messaggio micidiale). Il tanto venerato Giappone è sì il più poetico, ma scivola nell’autocelebrazione. Lasciano il segno anche la tecnologica Corea del Sud e il magico Regno Unito da visitare esclusivamente di sera: meno code e… che luci!

Brazil Pavilion - The net - Expo 2015
La rete del Padiglione Brasile

I 7 padiglioni di scorta nel caso ci sia troppa coda ai primi 7 (ma tanto ci sarà coda anche qua).

La rete del Brasile è diventato il vero landmark di questa manifestazione. Fateci un selfie, una risata e via (se ci riuscite). Il contemplativo Bahrain rappresenta una piacevole pausa dal caos del Decumano. Marocco, Azerbaijan e Angola sono mostre gustose che si lasciano studiare. Gli Emirati Arabi, poi, espongono quel lusso languido che piace tanto a noi poveracci. Menzione speciale all’Austria che promuove con la struttura stessa del padiglione una nuova tipologia architettonica con bosco incorporato.

I 10 padiglioni a cui solo un folle si metterebbe in coda.

O non hanno centrato il tema, o sono semplicemente brutti: Sudan, Nepal, Moldavia, Bielorussia, Argentina, Ungheria, Romania, Messico, Turchia, Oman.

Turkmenistan Pavilion - Expo 2015
Il Turkmenistan ha messo in mostra taniche di benzina e progetti di infrastrutture. Chiaramente è a Milano solo per promuovere se stesso.

I 3 padiglioni da guardare per quanto sono brutti!

Il Turkmenistan è fenomenale: così fuori luogo e agghiacciante che merita la visita. Il tema è “Abbiamo tanto petrolio e stiamo costruendo ecomostri”. Dalla Santa Sede non ci si poteva aspettare tanto in tempi di spending review francescana, ma sarete compensati a fine visita da una calamita col volto di Bergoglio, #checulo. L’Olanda ha deciso che tanto valeva riempire il proprio lotto con chioschetti di birra e hot-dog, “E al diavolo l’ipocrisia occidentale della lotta alla fame nel mondo quando si spendono miliardi di euro per cementificare Rho”. I più coerenti?

“Ho fame e pochi soldi”.

Sappi che se vuoi spendere meno di 15 euro a pasto mangerai probabilmente junk-food (che detto ad un Expo sulla nutrizione…). I ristoranti annessi ai padiglioni sono tutti costosi. I tanti chioschetti di street-food lungo il canale propongono hamburger, hot-dog, focacce, pizze e altri prodotti internazionali a prezzi da città. Se vi piacciono falafel e kebab consiglio la Palestina nel cluster delle zone aride: economico e gustoso. Nel cluster frutta e legumi avrete due scelte a 3 euro: macedonia o patatine fritte.

“Mi scappa la pipì”.

Mai utilizzare i bagni ai piani terra in questi giorni finali. File e lerciume ovunque. La gente è così pigra che piuttosto che fare le scale se la tiene e si mette in coda. Toilette come I9 e C21 (vedi mappa), ai margini dell’area e con servizi al primo piano, sono vuoti anche quando fuori c’è l’Armageddon.

Expo 2015 vie d'acqua“Odio la gente”

Già dopo dieci minuti di camminata lungo il Decumano, perennemente intasato, monta la voglia di usare un lanciafiamme per farsi largo tra la folla. Onde evitare ogni istinto omicida, il consiglio è quello di camminare lungo le vie parallele: i percorsi sui canali sono più silenziosi e panoramici. (Vedi percorso consigliato).

Expo Milano 2015 Decumano“Mi fanno male le gambe”

Nota bene. Ad Expo è quasi impossibile sedersi. Le poche panchine sono costantemente prese d’assalto. Se avete il pranzo al sacco o volete consumare il cuoppo di fritto napoletano preso di fianco allo stand del Corriere della Sera (5 euro), un posto gradevole per sostare è la vasta gradinata sull’acqua di fianco al padiglione Intesa Sanpaolo.

Italy Pavilion - Expo 2015
Una delle sale del Palazzo Italia

“Insomma, si parla solo di code: vado o no a sto cacchio di Expo?”

Decisamente sì. Nonostante le sue contraddizioni ed incompiutezze, le code e le spallate, con Expo Milano 2015 l’Italia è per un attimo il centro del mondo, e lo si percepisce. Nessun altro posto sulla Terra in questo preciso istante può contare la stessa densità umana e di idee come questo fazzoletto di terra alla periferia di Rho. Riunire genti diverse da tutto il mondo è sempre un fatto positivo. Vuoi per passione per l’arte o l’architettura, per interesse sociologico, data l’unicità dell’evento, o per semplice curiosità, una visita ne vale la pena. Quante volte nella vita si ha l’occasione di partecipare ad eventi così imponenti alla stregua di Olimpiadi e funerali di Papi? Forse una. E questa volta ce l’abbiamo dietro casa.

Dunque perché perdersela?

(Vi siete persi il padiglione del Giappone o lo spettacolo finale? Ecco le mie riprese all’interno del percorso)

Expo 2015 stamps
I timbri dei padiglioni
Annunci