Il NYT si scusa coi trumpisti. Anche no

Il New York Times, sorpreso dall’elezione di Trump, promette che d’ora in poi racconterà meglio l’America dei trumpisti.
Fatemi capire. Quindi ora i cronisti dovranno andare nei night-club a chiedere come si mette la mano sulla patata alle signore senza che queste protestino; fra i petrolieri a chiedere quanto è utile all’economia emettere CO2 in atmosfera; fra i gruppi xenofobi a domandare come si sta bene dopo una bella pulizia razziale; ai confini col Messico a prendere le misure per il nuovo muro perché tanto solo così si fermano gli stupratori (per citare un po’ di trumpate)?
In tutta sta vicenda stiamo perdendo la bussola. Si pretende che i media prevedano il futuro, quando il loro compito è raccontare il presente. Quando si dice che i network di informazione devono essere democratici, non significa che devono schiaffare il microfono in mano al primo stronzo che passa per l’Iowa e andare a prendersi un caffè abdicando al proprio compito di critici della realtà. Il giornalismo compie un atto di selezione della notizia, è nella sua natura. Altrimenti si chiamerebbe agenzia stampa, elencherebbe in modo sterile qualunque fatto senza offrire al pubblico gli strumenti per interpretarlo. Il giornalismo deve essere come la scuola. Deve formare e istruire. Avvicinare le persone, convincerle a partecipare alla vita democratica e aiutare così a far crescere il paese. Ciò comporta lasciare le puttanate fuori dalla porta.
Così come a scuola non studiamo il Mein kampf, il giornalista coraggioso individua le puttanate e sceglie di non farne una notizia.
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Dietro la Riforma. Sì e No a confronto

Ci sono video che vi raccontano cosa cambia con la Riforma costituzionale. Altri che sono palesemente faziosi. Nessuno vi spiega, in maniera neutrale, che cosa implicano tali modificazioni nel bene e nel male. Quali scenari potrebbero aprirsi per la vita democratica del paese con l’approvazione della Legge Renzi-Boschi da parte del popolo?

Per capirlo, ho passato un mese a studiare la Scheda di lettura alla Riforma del Servizio Studi della Camera e varie pubblicazioni di costituzionalisti, sia del Sì che del No. Dato che è impensabile per il cittadino medio trovare il tempo di fare tutto ciò, volevo risparmiarvi tale incombenza producendo un video comprensibile a tutti.

Per qualsiasi dubbio o critica, scrivetemi!