Antonio Razzi: Pace Trump-Kim grazie a me

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È fermamente convinto, Antonio Razzi, di essere lui l’artefice della storica stretta di mano tra il presidente americano Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. Ne è convinto come per altri nebulosi retroscena politici, a partire dalla sua non ricandidatura tra le file di Forza Italia alle politiche del 2018 dovuta, secondo Razzi, alla volontà di ex colleghi invidiosi. “Ero troppo famoso, davo fastidio, hanno detto a Berlusconi di tenermi alla larga dalle liste”, mi ha confessato.

Razzi è un fenomeno, ed è un caso di uomo politico che, pescato con le mani nella marmellata, trova il modo non solo di spuntarla, ma di guadagnarsi persino la simpatia del grande pubblico. E questo lo si deve non solo all’imitazione di Crozza, ma anche alla capacità dell’ex senatore di aver saputo capitalizzare la satira del “fatti li cazzi tua”. Se lo incontrate per strada, Antonio Razzi, è difficile che vi risulti antipatico. Il suo modo affabile copre le lacune dello scarno bagaglio culturale. Il sorriso sempre stampato sotto i baffi da zio di campagna che ti torna a trovare, la capigliatura riccioluta da personaggio di fumetto, il modo di prendersi in giro, tutto questo rende amabile una chiacchierata con Razzi. E rende quasi credibili le frottole che strappano inevitabilmente una risata.

Razzi è l’italiano medio, quello che sbaglia e che alla fine viene perdonato perché sa stare in mezzo alla gente, perché non dà l’idea di casta. Nel suo arrivismo, l’italiano medio rivede il peccato che avrebbe potuto tentare anche il proprio fratello, un proprio amico, un proprio parente o forse persino se stesso. E allora chi se ne frega se ad una telecamera nascosta nel 2011 l’ex senatore ha confessato tutto il suo amore per il vitalizio. Tutto è stato perdonato a Razzi con una pacca sulla spalla, bollato come politico innocuo, perché i più odiati sono quelli che il vitalizio lo sognano la notte ma non lo dicono. Lui almeno lo ha (anche se gli è stato strappato dalla bocca) ammesso, e il non aver mai criticato l’imitazione di Crozza, anzi, l’averla osannata, è stata la giusta mossa per salvarsi la faccia.

Pubblico in questo post le due interviste che ho fatto ad Antonio Razzi, una nel 2018, dove mi ha rivelato i retroscena nordcoreani, e l’altra nel 2017 in cui era ancora senatore e stava scrivendo un libro su come dovrebbe comportarsi un senatore ideale. Questo è Antonio Razzi. Uno che non si vergogna di niente, nemmeno nel dare sfoggio dei propri limiti.

Segue l’intervista realizzata durante il Vip Master 2018 andata in onda su TR24.

 

Segue l’intervista realizzata durante il Vip Maste 2017 andata in onda su TR24.

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