Sapete cosa avviene in mezzo ad un gay pride?

Che cosa avviene all’interno di un pride LGBT? Per il terzo anno consecutivo ho documentato il Rimini Summer Pride attraverso riprese ed interviste ai partecipanti. In questa edizione 2018 mi sono concentrato soprattutto sui genitori di omosessuali e sui messaggi che invierebbero a quanti faticano ad accettare l’orientamento sessuale dei propri figli. Consiglio la visione di questo reportage soprattutto a chi a un pride non c’è mai stato e non ci si è mai imbattuto neanche per sbaglio e si domanda cosa avvenga al suo interno. Cosa fa la gente? Come ci si veste? Che tipo di persone vi partecipano?

Molti hanno in mente i gay pride di 20 anni fa quando il mondo era diverso, più chiuso, c’erano meno diritti e ad esporsi erano i membri della comunità LGBT più coraggiosi ed esibizionisti che per attirare l’attenzione e dire “esistiamo anche noi” utilizzavano forme estremamente colorate. Quella volta, sì, carnevalesche con una profusione di perizoma, tacchi a spillo e fruste. Oggi i pride, se non fosse per le bandiere arcobaleno e un paio di drag-queen ogni mille partecipanti, sembrano delle marce studentesche qualunque accompagnate da musica e balli. E vi partecipano sempre di più le famiglie, etero e omo, con bambini al seguito, oltre ai genitori degli omosessuali stessi.

La peculiarità del Rimini Summer Pride, rispetto ai pride di altre città, è che qui il corteo si svolge sul lungomare di una capitale del turismo all’orario in cui le persone escono dalla spiaggia. Per cui tanti turisti e riminesi, un po’ perché bloccati della folla, un po’ perché incuriositi dallo spettacolo e dalla musica, si fermano a guardare. C’è chi si lascia coinvolgere ballando e facendo story su Instagram (tanto è sabato, dove vuoi andare?) e c’è chi invece rimane impietrito e diffidente, e per lo meno ha visto in prima persona di che cosa si tratta.

Il primo video è il reportage che raccoglie varie immagini del corteo. Nel secondo ci sono le interviste ai partecipanti.

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Sochi, che cerimonia gay-friendly!

sochi anelli
Il quinto anello olimpico non si apre. Delusione per Putin

Quella di Sochi2014 passerà alla storia come la cerimonia dell’anello mancante: uno dei 5 anelli olimpici che si sarebbero dovuti aprire per salutare l’arrivo di Putin non si apre. Probabilmente è quello gay. Poi, quando sfilano le divise arcobaleno stile pride della Germania, al presidente dell’ok-facciamo-venire-anche-i-gay-ma-lasciate-stare-i-bambini viene un certo languorino, ma non proprio fame… piuttosto una leggera voglia di invadere la Polonia. Alla cerimonia mancano Obama, Hollande e la Merkel in protesta contro la legge anti propaganda gay; è invece presente Letta che da un po’ di tempo ha a cuore i sondaggi: quelli a favore di Renzi. Il nostro premier ha twittato “sono qui per parlare di diritti”, ma probabilmente dopo aver leccato i gasdotti. Ban Ki-Moon, che il giorno prima aveva mandato a stendere il Vaticano per le posizione omofobe della chiesa siede una poltrona più in là di Putin. Il tipo seduto in mezzo fa da conduttore di anatemi russo-coreani.

Gli atleti italiani vestono Armani, i francesi Lacoste e gli svedesi low cost (H&M). Il portabandiera del Venezuela entra drogato come un cavallo, abbandona i compagni, canta “ciao Vancouver 2010” e balla forse verso la Madonna. Per me lui ha già vinto.

La parte centrale della cerimonia è un inno al lavoro operaio, con rotelle meccaniche giganti inondate di rosso, così comunista che più comunista non si può. Sto giusto per dire che mi aspetto almeno una resurrezioncina di Lenin che piombano dal cielo un’enorme falce e un ciclopico martello dalle dimensioni del Molise. Bertinotti a bordo campo fa vedere le tette.

I passaggi meno chiari della narrazione sono per fortuna spiegati dalla preparatissima Stefanenko che commenta tutto efficacemente con wow-bellissimo-sono-emozionata e che ne sa di Russia quanto la D’Urso di giornalismo. Natasha, chiamata proprio perché russa, ricorda come Guerra e Pace sia stato un FILM bellissimo. Al che qualcuno le chiede cosa ne pensasse del libro (ma perché poi??), lei se la cava con un è-attualissimo-anche-oggi; commento che va bene anche per le poesie di Bondi.

Parte l’inno delle Olimpiadi, avvincente quanto l’orgasmo corale Tatangelo-D’Alessio. Il microfono passa infine a Putin che dichiara l’apertura della Guerra Fredda: ancora nessuno ha avuto il cuore di dirgli che si tratta solo dei Giochi Invernali.